Contro la specializzazione

paul

Un lavoro svolto con passione è un lavoro che collega, mostra l’intrinseca mancanza di autonomia che ogni gesto umano comporta. Al contrario, lo specialismo separa, aliena, mortifica. Patrimonio Milanese muove contro la specializzazione e verso la relazione, perché lavorare rimane la migliore opportunità di divenire noi stessi, a condizione di passare dalla collaborazione con gli altri.

Indicazioni precise in questa direzione vengono offerte da Paul K. Feyerabend (il signore qui ritratto), che non è più con noi ma che ci ha lasciato numerose tracce del suo punto vista – tracce di grande importanza, che è bene ripercorrere di quando in quando.

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Se tu guardi ad arti e scienze ti accorgi che si sovrappongono in molti casi; le suddivisioni non hanno senso, se guardi alle attività umane queste si fondono una nell’altra […] Si rende allora necessaria un’affermazione chiara e senza ambiguità a proposito di scopi primari e secondari. Scopo primario è far sì che tutti gli uomini abbiano una visuale aperta, e che tutti abbiano un’opportunità, materiale e spirituale, di sviluppare le proprie idee in modo tale da mantenere quell’elasticità, quell’inventiva e quella capacità fantastica che rendono davvero deliziosa la compagnia di giovani intelligenti (e per lo specialista perfino imbarazzante). […] La specializzazione è stata sempre una marcata caratteristica delle culture altamente sviluppate. Ma uno specialista del passato era cosciente della necessità di mettere in relazione i propri risultati con principi più generali ed era disponibile a prendere in considerazione una critica che mettesse in discussione il valore globale della sua ricerca, mentre ora la pratica della specializzazione è rinforzata aggiungendole una richiesta di autonomia. Non solo siamo in presenza di differenti campi del sapere, ma ognuno di questi è ansiosi di difendere i propri confini e si oppone a qualsiasi interferenza dall’esterno.

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Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, Mimesis 2012.

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