Disabilitare la condanna al lavoro

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Siamo tutti condotti fuori strada dalle immagini canoniche. Le immagini canoniche governano il nostro inconscio e lavorano in silenzio, fuorviano i nostri pensieri e ci spingono a commettere errori banali. Nonostante l’ovvia consapevolezza che non esiste alcuna forma di progresso nell’evoluzione della vita sul nostro pianeta, la celeberrima immagine della “evoluzione” della specie umana ha diffuso un’idea di miglioramento e crescita che è contemporaneamente falsa e difficile da abbandonare.

Come ricorda Stephen J. Gould, molti scienziati credono nelle immagini canoniche, ed è questo uno dei motivi che spinge un numero crescente di persone a non credere negli scienziati. Quando fonda se stessa sulle immagini canoniche la scienza diviene scientismo, il peggior nemico dell’intelletto.

Quando si parla di lavoro, l’immagine canonica della condanna prevale su ogni altra. Nell’immaginario collettivo lavorare significa per lo più scontare una pena, affaticarsi per ottenere un salario. L’immagine canonica del lavoro impedisce di riconoscere il legame che esiste tra desiderio e opera, tra apprendimento e piacere.

Chi lavora con passione ha saputo disabilitare questa immagine canonica per abilitare una visione del lavoro che faccia senza i luoghi comuni.

Si tratta di rimaneggiare il proprio immaginario, rinunciare all’idea di lavoro come condanna e adottare un punto di vista personale, più legato alle pratiche quotidiane che alle immagini canoniche.

(tratto da aistanomai.com)

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