Come tutto è cominciato

“Bisogna fare senza, disabilitare, spegnere. Poi stare in ascolto, attendere, osservare. Alle fine salta fuori qualcosa di buono. È buono da mangiare, bisogna cibarsene, distruggerlo per potersene alimentare. Altrimenti la lezione dei maestri è perduta per sempre”. (Frammento di conversazione proveniente da una riunione interna di Trivioquadrivio, dicembre 2012)

Al lavoro pensano in pochi. Molti ne parlano ma non molti si accorgono che il lavoro rimane lo strumento principale di cui possiamo servirci per divenire noi stessi. Carlo Sini ci ha istigati a ripensare il lavoro e noi abbiamo deciso di metterci sulle tracce di quei nostri concittadini che non hanno perduto l’occasione: usano il lavoro per dimenticarsi di sé, muovendosi in direzione opposta a quella dell’alienazione (nella quale ci si dimentica di sé per disperazione). Sono persone che spesso preferiscono l’impegno al risultato: sono maestri di una stoffa preziosa ed è poco importante quale sia il loro cosa (se facciano cappuccini o ombrelli, lavorino in un negozio, un ufficio o una fabbrica), molto più importante il loro come.

Abbiamo tutti molto da imparare da queste persone che amano fare quello che fanno. Quindi si tratta di trovarle, queste persone, e chiedere loro se hanno voglia di conversare con noi, così che noi si possa imparare qualcosa da loro. È in questo modo che ha lentamente preso forma l’idea di una mappa che localizzi i milanesi capaci e caparbi, innamorati della propria attività. E subito dopo è apparsa l’idea delle guide, che possano condurre gli stranieri a entrare in relazione con questi lavoratori.

Siccome tutto è cominciato da qui (Art For Business Forum #3, Triennale di Milano, novembre 2010), vale la pena ricordarlo con cura, e ringraziare ancora una volta Carlo Sini:

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